Il ciclo del carbone
L'uso produttivo del bosco è consistito per secoli nel prelievo del legname
e nella carbonificazione mediante l'allestimento dei fussuni, pratica da
cui è stato ricavato il principale combustibile utilizzato per riscaldamento,
usi domestici e lavorativi.
Così come per i territori delle Madonie, dei Peloritani e dell'Etna, la presenza
di un esteso mantello forestale ha favorito lo sviluppo di tale attività e anche
la possibilità di esportazione del prodotto, così come avveniva tra Otto e
Novecento dai caricatoi costieri dai quali grandi navi da trasporto partivano
alla volta dei principali porti tirrenici: nel 1829, a S. Agata di Militello, ne
furono vendute e imbarcate a un tempo circa 20.000 salme.
Particolarmente attivi ed esperti sono stati i 'cravunara' (carbonai) di
Caronia, San Fratello e Cesarò, ancora oggi impegnati in misura ridottissima
dati i notevoli cambiamenti occorsi alla società contemporanea; oggi il consumo
del carbone da legna è infatti assai limitato e localizzato, e gli addetti
alternano al temporaneo impiego altre più remunerative attività.
Per le modalità con le quali si
svolge il loro lavoro, legate a tecniche e conoscenze tramandate da padre in
figlio per lungo tempo, si può dire che essi sono i depositari di una cultura
antica, propria di una società arcaica in cui essi venivano considerati i
manipolatori del fuoco, gli addomesticatori della terra e degli elementi, i
conoscitori dei luoghi più insicuri e selvatici.