PARCO ARCHEOLOGICO DELLA MEDIA VALLE DELL’IMERA
di Rosalba Panvini
Il territorio centrale della Sicilia è solcato dal corso del
fiume Salso, l’antico Imera, il quale fin dall’antichità ha costituito
una delle più importanti vie di penetrazione, commerciale e militare
della Sicilia.
Il tratto centrale del corso del fiume è controllato dalle alture
di Sabucina e Capodarso poste rispettivamente sulla sua riva destra e sulla
sua riva sinistra.
Le due alture oggi ricadenti rispettivamente nel comprensorio territoriale
della provincia di Caltanissetta e in quella di Enna, sono state sedi di
insediamenti abitativi e di necropoli, ininterrottamente frequentati dall’età
del bronzo-antico e fino al IV° secolo a.C.
Nonostante questa moderna divisione territoriale, le due alture sotto
il profilo storico, archeologico e culturale costituiscono un’unica realtà
anche in considerazione della loro posizione geomorfologia.
Infatti, entrambi i siti, durante l’età greca sono stati sedi
di due grandi insediamenti abitativi occupati anche dai colonizzatori dell’isola
con l’intento di controllare quella importante via fluviale di penetrazione
commerciale e militare.
Anche alla luce di quanto sopra evidenziato si propone la realizzazione
di un parco archeologico, che pur articolato su due diverse entità
territoriali possa simbolicamente riunire le due realtà geografiche
di Sabucina e Capodarso, per restituire una visione omogenea di un comprensorio
di grande rilevanza storica, archeologica dell’entroterra siciliano.
All’interno del parco dovrebbe rientrare anche la Contrada Lannari,
sede di un complesso sepolcrale di età romano-imperiale che completerebbe
la visione e la conoscenza delle frequentazioni umane, in questa parte
dell’entroterra siciliano nel periodo compreso tra la preistorica e l’età
tardo-antica. Sempre all’interno dello stesso Parco sarà inclusa
l’area in atto occupata da una cava in materiale calcareo, ma in corso
di esaurimento; quest’ultima, opportunamente recuperata e riconvertita,
anche con un preciso progetto di bonifica ambientale, contribuirebbe ad
evidenziare la valenza paesaggistica del parco, intorno al quale dovrà
essere risparmiata, come zona di rispetto (zona B), una fascia di 200 mt.
per proteggere le aree in atto coperte da vegetazione tipica del luogo. |