IL PARCO ARCHEOLOGICO DI HIMERA
di  Stefano Vassallo

La presa di possesso nel 648 a C.da parte di coloni greci di una vasta area presso la foce dell’attuale fiume Imera Settentrionale o Fiume Grande, innestò in un ampio territorio un processo di radicali trasformazioni fisiche, sociali ed economiche, le cui tracce, dopo la distruzione della città nel 409 a.C. e attraverso mutati modi di popolamento nei secoli, restano ancora oggi fortemente incise nei luoghi e nei paesaggi. Di queste trasformazioni l’archeologia è, sin dalla fine dell’ottocento, la principale protagonista nello sforzo di riscoprirne le testimonianze monumentali e di indagare la storia dell’insediamento umano  dell’area.
Con il proposito di tutelare e valorizzare tale grande patrimonio storico, archeologico e paesaggistico si è sempre più radicata nell’azione della Soprintendenza la precisa volontà di proteggere l’area, mirando alla costituzione di un Parco Archeologico, a cui oggi la nuova legge regionale n.20/2000 può fornire una salda impalcatura giuridica.
Al fine di formulare una valida proposta di inserimento di Himera nel nuovo sistema dei parchi, così come richiesto dalla nuova legge e indicato nella circolare assessoriale n. 4602 deI 22 novembre 2000, si ritiene opportuno fornire un quadro sintetico dei principali passaggi che hanno segnato il cammino della Soprintendenza verso la prospettiva del Parco Archeologico di Himera..

I precedenti del Parco Archeologico di Himera: il Progetto Gulì
Pur avendo sin degli anni sessanta condotto, l’allora Soprintendenza per la Sicilia Occidentale, una decisa azione di tutela e di ricerca, grazie anche all’ottimo rapporto di fattiva collaborazione con l’istituto di Archeologia dell’Università di Palermo, la prima proposta di parco archeologico, nacque alla fine degli anni settanta.
NeI 1980 fu redatto dall’arch. Alba Gulì un progetto di Parco Archeologico di Himera, che resta, per molti aspetti, ancora attualissimo nello spirito e nelle finalità intese a valorizzare e rendere fruibile con il contesto storico ed archeologico anche quello ambientale, nella prospettiva anche di arginare o regolamentare irreversibili processi di trasformazione dell’area, che da qualche anno si erano innestati nel territorio (autostrade PA-CT e PA-ME, zona Industriale dl Termini Imerese, ecc.).
Per valutare la novità degli intenti di Alba Gulì e la perfetta sintonia con lo spirito della recente Legge Regionale 20/2000, è doveroso ricordare quanto lei scrisse nel ‘lontano 1967:
“È  indubbio che il patrimonio monumentale archeologico non può essere considerato disgiunto dall’ambiente in cui sopravvive. Ai valori storico-artistici vanno infatti aggiunti i valori più sottili del paesaggio. E soltanto dalla concomitanza di tutte le forze che operano nel territorio può nascere una zona archeologica con il giusto inserimento di tutti quegli elementi atti a potenziare o almeno a non disturbare tali valori” (Archeologia e pianificazione, p.86)

Studio Progettuale (1992)
Nel 1991 la Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo, ha istituito un gruppo di lavoro coordinato dalla Sezione Archeologica e con la partecipazione delle Sezioni P.A.U e NN. per elaborare uno studio finalizzato alla realizzazione del Parco Archeologico. In collaborazione con l’istituto di Archeologia dell’Università di Palermo venne redatto lo “Studio progettuale per la tutela e il recupero della aree di pertinenze della zona archeologica di Himera”, con l’intento di fornire una prima proposta articolata e complessiva del parco archeologico, valutato in tutti i principali aspetti (definizione territoriale, storia, ricerca, tutela e valorizzazione).
Lo studio, presentato nel 1992 all’Assessorato, fu integralmente approvato dal Consiglio Regionale per i Beni Culturali e Ambientali (seduta del 27 aprile 1992).
In questo studio sono stati valutati vari livelli operativi, sulla base delle normative di tu 3Ia allora vigenti. In concreto si era previsto, come primo atto operativo, di redigere il piano paesistico del territorio, ai sensi della L.431 185, per regolamentare la tutela dell’istituendo parco. Tuttavia, dopo una prima fase di impegnative ricerche per procedere all’applicazione dell’art. 5 della L.R.1 5/91, l’iter procedurale, a causa dei pressanti impegni quotidiani di tutela delle Sezioni coinvolte, si è arrestato.
Lo Studio Progettuale resta comunque lo strumento di lavoro essenziale per la progettazione del Parco Archeologico di Himera, avendo fissato quei criteri fondamentali oggi richiesti come presupposto, a sostegno della proposta di inserimento nel sistema dei parchi  archeologici regionali.

Legge 25/93, art. 107, istituzione sistema parchi archeologici
Vale la pena ricordare che nel sistema di parchi previsto con la L.R. 25/93, oggi abrogata, la Soprintendenza di Palermo, nel 1993 mise Himera al primo posto nella proposta fatta dall’Assessorato Regionale, che stanziò con D.A.8320/93 una somma destinata alla istituzione formale del Parco e alla redazione di un progetto.

Dal 1995 ad oggi
Negli anni seguenti, il comportamento delta Soprintendenza è sempre rimasto coerente (per quanto i finanziamenti lo consentissero) con un’azione di tutela e di valorizzazione nella prospettiva di realizzare il Parco Archeologico. Così, ad esempio, fu esercitata la prelazione nei 1997 di un vasto appezzamento (proprietà Artale), circa 30 ettari entro la prevista zona A. Una zona periferica all’area dell’antica città alta di Himera, ma centrale ed importantissima nell’ottica di un parco con valenza anche paesaggistica.
Inoltre, sono stati in parte realizzati o stanno per essere finanziati, progetti di ampio respiro con fondi europei (POM e POP) per la sistemazione delle infrastrutture di visita del arco (parcheggi, percorsi, servizi, accoglienza ecc.) e la ristrutturazione degli edifici rurali già espropriati (caseggiati nei pressi del Tempio della Vittoria e case Artale).
Infine, dopo l’impegno di tutela operato nei primi anni novanta con l’imposizione del “‘vincolo 1089/1939 su tutta la piana di Bonfornello (includendo anche decine di ettari sottostanti a regime di tutela indiretta per la salvaguardia del paesaggio sul fronte occidentale, al limite dell’area industriale di Termini Imerese) recentemente si sta provvedendo a vincolare, ai sensi della L. 490/99, anche parte del territorio situato ad Est del fiume Imera, in località Pestavecchia, Rocca d’Antoni e Garbinogara. Anche in questo caso a completamento del regime vincolistico indiretto dell’area archeologica e nella previsione di una tutela ambientale quanto più possibile capillare nell’area B del Parco.

Il sistema dei Parchi Archeologici Regionali (L.R. 20/2000)
Per quanto riguarda la proposta d’inserimento del Parco Archeologico di Himera nel sistema regionale, ed in particolare i parametri di riferimento richiesti con circolare assessoriale n. 4602  del 22 novembre 2000, resta fondamentale quanto detto nella relazione allegata al citato studio progettuale, già noto all’Assessorato, nel quale sono sufficientemente approfondite le diverse tematiche inerenti l’argomento. Di seguito si forniscono solo alcune necessarie integrazioni a tale studio, secondo uno schema riferito ai principali punti richiesti da Assessorato.
A - Estensione del sito: la perimetrazione proposta nel citato studio progettuale, comprende un ampio territorio che ha come punto di riferimento centrale l’area occupata dall’antico abitato coloniale, sulla sponda occidentale del fiume Imera Settentrionale. Tale area ingloba parte della pianura costiera di Bonfornello e la zona collinare a  ridosso della piana. Tutt’intorno ebbero vita (sulla Piana di Pestavecchia ad Est della foce del fiume, sulla pianura di Bonfornello in direzione di Termini Imerese e sulle colline meridionali verso il territorio di Cerda) altri elementi fondamentali della polis, quali la necropoli, un quartiere extraurbano e vari insediamenti rurali anche di epoche successive, distribuiti entro un ambito territoriale molto ampio. Attualmente sono sottoposti a tutela diretta ed indiretta, circa 200 ettari.
B - Valenza archeologica e testimoniale: ad integrazione di quanto sintetizzato nello studio progettuale, si deve aggiungere che, dal 1993 ad oggi, la prosecuzione delle ricerche archeologiche non ha fatto altro che potenziare la valenza storico-archeologica sia dell’area direttamente interessata dall’abitato coloniale, sia di quella periferica e del territorio circostante.  In particolare ci si riferisce alla “riscoperta” della città bassa (circa 40 ettari sulla Piana di Bonfornello) oggi nota nei suoi caratteri essenziali (impianto urbano e presunta estensione), ma anche all’area insediativa extraurbana (quartiere in propr. ex Cardillo, sulla sponda orientale del fiume) e alle necropoli occidentale ed orientale, oggetto nell’ultimo decennio di intense campagne di scavo. Tali novità, già oggetto di pubblicazioni scientifiche a cura della Soprintendenza e dell’istituto d’Archeologia dell’Università di Palermo, allargano sempre più la prospettiva di un territorio integralmente testimone difatti e di trasformazioni storiche, legate alla vita della colonia greca, ma anche alla frequentazione in altri periodi (villa romana con mosaici di Bonfornello, casale medievale e moderno nei pressi del Tempio della Vittoria) dando più ampio spessore storico alle vicende del popolamento dell’area del parco.
C - Connessioni vie comunicazione e flussi turistici: la posizione strategica del sito risponde ottimamente alla possibilità di inserimento nei più importanti e frequentati itinerari turistici dell’isola, essendo ben collegato alle principali arterie stradali e ferroviarie dell’isola, e trovandosi molto vicino ai più importanti centri turistici della costa tirrenica.
1 - Viabilità autostradale: Himera è situata sulla biforcazione tra l’autostrada Palermo Catania e la Palermo Messina. L’uscita di Bonfornello ricade fisicamente nell’area periferica della città antica e della necropoli. Pertanto l’uscita autostradale dista solo poche centinaia di metri dall’area del Tempio della Vittoria e dall’Antiquarium. Ciò significa che il parco è comodamente raggiungibile, senza percorrere ulteriori tratti di strada, da due tra i fondamentali assi viari dell’isola.
2 - Viabilità stradale: la statale 113 PA-ME, percorre per lungo tratto l’area dell’antica città. Tale concomitanza risulta pertanto di grande vantaggio per i livelli di fruizioni locali, legati soprattutto alle scuole dei paesi vicini (Termini Imerese, Cerda, Montemaggiore Belsito, Campofelice di Roccella e altri paesi del versante occidentale delle Madonie), ed ai turisti che percorrono itinerari più capillari del territorio Isolano.
3 - Viabilità ferroviaria: anche la ferrovia Palermo-Messina attraversa l’area archeologica. In particolare la stazione di Bonfornello (possibile fermata turistica, ma anche per visite di scolaresche e gruppi da Palermo o da altri centri serviti da ferrovia) ricade all’interno dell’istituendo Parco Archeologico, a circa 400 metri dal Tempio della Vittoria e dall’Antiquarium. Inoltre le stazioni di Fiume Torto e di Cerda, lungo la linea Palermo Agrigento, distano meno di 5 chilometri dal centro del Parco, con il vantaggio di far confluire, anche dai paesi dell’interno, potenziali visitatori.
4 - Vicinanza con centri urbani: Himera dista 38 km circa da Palermo, 12 da Termini Imerese e 18 da Cefalù, tutte distanze percorribili in tempi molto brevi. Si tratta di tre fra i maggiori centri turistici della costa settentrionale dell’isola, in cui confluisce un intensissimo flusso turistico, legato ad interessi e mete diversificati. Il parco è pertanto situato in posizione centrale in un bacino nel comprensorio territoriale di cui il parco archeologico occupa una posizione centrale.
5 - Vicinanza con il Parco delle Madonie: Himera è dislocata alle porte del parco, destinato grazie alle recenti normative, ad assumere sempre più importanza tra le mete turistiche dell’isola, sia per l’aspetto naturalistico, che per la valenza storica, monumentale ed artistica dei paesi madoniti e dei loro secolari patrimoni culturali.
Questo quadro illustra bene le potenzialità recettive dei Parco di Himera, considerato che potrà essere agevolmente inserito nel percorso di visita di un’ampissima gamma di utenti di cui si possono fin da individuare alcune componenti: 
- Studenti delle scuole di Palermo,  Cefalù e Termini, oltre che di tutti i paesi del circondario. L’area, attrezzata con un adeguato apparato didattico, costituisce una meta ideale per le gite d’istruzione delle Scuole di ogni ordine e grado, quindi per migliaia di visitatori ogni anno.
- Turisti di gruppi che effettuano giri anche rapidi dell’isola. Gli operatori turistici potrebbero infatti (senza modifiche dei percorsi lungo l’itinerario primario di visita dell’isola che collega Palermo con il centro e con la costa orientale, programmare una sosta ad Himera.
- Turisti che privilegiano l’itinerario già collaudato e frequentatissimo lungo la costa settentrionale dell’isola, ad Est di Palermo, lungo l’asse Palermo-Bagnenia-Termini Imerese- Himera- Cefalù.
- Turismo estivo distribuito nei villaggi turistici tra Palermo e Pollina, una delle aree dell’isola maggiormente dotata di impianti turistico-recettivo (concentrati soprattutto intorno a Cefalù) che negli ultimi anni ha registrato altissime punte di frequentazione turistica, tra le più elevate della Sicilia.
- Turisti sempre più numerosi che percorrono gli itinerari delle Madonie, in particolare da Palermo, per escursioni giornaliere o per brevi permanenze nei diversi centri di agriturismo sorti negli ultimi anni.
D - Perimetrazione area di parco e zonizzazione : rispetto alle zone indicate nello studio progettuale, al momento si propone una conferma della Zona A  che comprende i limiti attualmente noti dell’antico abitato coloniale, e l’area della villa romana di Bonfornello. La zona A è estesa circa 140 ettari, di cui 50 circa già espropriati. Per quanto riguarda le altre zone, si sta provvedendo ad una revisione definitiva dei limiti, rispetto alla proposta fatta nello Studio Progettuale, in relazione alle trasformazioni avvenute nell’area in questi anni e alle indicazioni fornite dall’Assessorato circa le aree di rispetto.