LINEE GUIDA
DEI PARCHI ARCHEOLOGICI SICILIANI
a cura di
Sergio Gelardi
Anno 2001 - Assessorato Regionale dei Beni Culturali
Ambientali e della Pubblica Istruzione
L.R. 3 NOVEMBRE 2000, N. 20, TITOLO II
Regione Siciliana
Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione
Gruppo V BC - Tutela ambientale
Coordinatore: Sergio Gelardi
Coordinamento Scientifico
Dott. Giuseppe Voza
| Caratteristica del paesaggio siciliano è la luce.
In nessuna altra parte d’Italia le cose inanimate splendono di intensità più grande. ANTONIO PAOLUCCI, Il Paesaggio Italiano. Idee Contributi Immagini, Touring Editore, Milano, 2000 |
IL
DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO
| Se la tutela dell’ambiente e del patrimonio storico - archeologico
oggi appare in Italia un valore condiviso da buona parte dell’opinione
pubblica, la quale manifesta un notevole grado di sensibilizzazione, é
altresì vero che in troppi casi il persistere
di interessi particolaristici ha ostacolato la realizzazione di iniziative
volte a salvaguardare e promuovere le realtà culturali e ambientali.
Non di rado viene lamentato da più parti che sarebbe invalsa da parte dell’Amministrazione una prassi di gestione degli strumenti di tutela tale da trasformare una legittima "politica del vincolo" in un blocco assoluto, e quindi in qualcosa di inconciliabile con gli interessi economici e con le aspettative culturali della società. Queste concezioni convivono, in modo apparentemente inconciliabile, con una diffusa attenzione per le questioni della conservazione degli ambienti naturali e della messa in valore del patrimonio culturale, che il legislatore ha da tempo fatto propria e che di recente ha portato all’emanazione di atti e documenti di grande interesse, tra i quali può annoverarsi la Convenzione Europea del Paesaggio stipulata a Firenze il 13 novembre 2000. La contraddittorietà di atteggiamento nei confronti della salvaguardia del patrimonio naturale e dei beni culturali va superata con strumenti normativi chiari e con forme innovative di valorizzazione, capaci di attivare forme di crescita economica compatibili con la tutela di queste risorse dell’umanità. Una simile esigenza, che è ben presente nella riforma attuata con i decreti legislativi del 1998, erano già stati alla base della legislazione siciliana sui parchi naturali, che aveva anticipato sin dal 1981 l’attenzione per il coinvolgimento delle popolazioni locali nella gestione delle risorse ambientali del loro territorio. Questa esperienza era ben presente al momento in cui il legislatore ha deciso di rilanciare in termini di novità la politica di tutela dei beni archeologici siciliani, partendo dalla premessa, peraltro assunta a dignità di atto normativo già con la legge Galasso del 1985, che il paesaggio archeologico è una componente non secondaria dell’ambiente e che la sua conservazione non può prescindere dall’analisi e dal contenimento delle spinte di sviluppo urbanistico non organico che gravitano sul territorio, per ottimizzare in una pianificazione territoriale tendenzialmente esaustiva le sollecitazioni locali e determinare processi di sviluppo compatibile con la realtà archeologica. Nasce da queste considerazioni la definizione di un modello gestionale moderno, l’ente parco, alla cui attivazione questa Amministrazione è oggi protesa. La individuazione di alcune aree come oggetto del sistema dei parchi archeologici costituisce il punto di arrivo di un lungo lavoro di riflessione condotto sul tema del parco archeologico e del territorio archeologico siciliano: da questo punto di vista queste Linee Guida e il provvedimento che le ha approvate sono solo un primo adempimento di legge e costituiscono una premessa per definire, insieme alla perimetrazione e alla regolamentazione dei singoli Parchi, i contenuti e le specifiche del loro sistema, che si propone come un reticolo storico-ambientale in grado di fornire una risposta alle esigenze di una regione che può trarre dal passato le risorse per costituire, nel presente, il suo futuro. Al raggiungimento dell’obiettivo concorrerà il bagaglio di conoscenze scientifiche frutto dei lunghi anni di ricerche condotte sul campo da parte delle Soprintendenze, che costituisce la premessa necessaria e la stessa ragione d’essere di questo nuovo soggetto. Dott. Giuseppe Grado
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